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Fabrizio De André: Principe libero arriva a Berlino

di Emilio Tamburini
Fabrizio De André: Principe libero arriva a Berlino - Radio Banda Larga

In vista della premiere tedesca, che avrà luogo domenica 22 aprile al Babylon di Berlino nel contesto del CinemAperitivo, Radio Banda Larga Berlino dialoga con il regista Luca Facchini. “Fabrizio De André: Principe libero”, prodotto da RAI Fiction e BIBI Film, è dedicato alla vita del cantautore genovese, interpretato da Luca Marinelli.

Buongiorno Luca. Posso darti del tu?
Ciao. Spero bene!

Ottimo, e grazie di aver accettato questa intervista. Tu hai seguito tutto il processo creativo del Principe libero, lavorando alla sceneggiatura con Francesca Serafini e Giordano Meacci. Vorrei chiederti da dove siete partiti per raccontare questa storia e come si è trasformata durante il lavoro, che è stato piuttosto lungo.
Sì, è durato una vita, otto anni. È stata la Rai a propormi il progetto ed io inizialmente ho detto di no, anche perché non mi sembrava il momento politico e sociale per parlare di De André. Poi ci ho ripensato, e sono andato in cerca di persone che potessero avere un'aderenza culturale ed emotiva al personaggio. Non volevo persone qualunque, legionari della sceneggiatura, mi servivano due persone fortemente coinvolte con il soggetto di cui andavamo a parlare, e ho trovato Francesca e Giordano. Il nostro obiettivo comune era quello di mettere insieme un racconto capace di indagare perché Fabrizio era diventato quello che era, e l'idea generale che ci siamo fatti è che la risposta andasse cercata nella sua famiglia.

E per questo siete partiti dalla sua infanzia.
Sì, anche se strada facendo abbiamo abbandonato la parte dei suoi primi anni, il periodo in cui lui era sfollato a Revignano e suo padre nascondeva delle persone, ebree e non ebrei, per proteggerle dai fascisti. È lì che l'imprinting della natura si formalizza in Fabrizio, che poi cercherà la campagna e la libertà per il resto della sua vita. Anche l'acquisto della casa in Sardegna è la diretta conseguenza del fatto che aveva ancora in mente Revignano D'Asti. Credo comunque che l'importanza di questo background emerga dal film.

Il quale comincia proprio in campagna, con gli amici che si raccolgono intorno a De André e Dori Ghezzi. Fra le fonti più importanti a cui avete attinto c'è quella preziosa e molto soggettiva della compagna di vita di Fabrizio. Quali altre fonti avete coinvolto per ricostruire la vita di De André? È stato difficile conciliarle in un unico filo narrativo?
Dori è stata la sorgente principale e viva, perché per il resto si è trattato di studiare le biografie a cui lui stesso ha partecipato, quelle di Cesare Romana e di Luigi Viva, e tutte le pubblicazioni sul suo conto. Ma io avevo alle spalle vent'anni di amicizia con Dori, ragion per cui alcune cose mi sono state semplici e chiare fin dal principio. Anche per osmosi puoi apprendere molto della vita di una persona.

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Luca Marinelli nel ruolo del protagonista in Fabrizio De André: Principe Libero

Nel film c'è molto della vita privata e sentimentale di De André. Alcuni hanno però sentito la mancanza del lato più politico ed eversivo del suo messaggio, e di uno sguardo sul processo creativo della sua opera.
Sì, queste sono le due critiche principali che sono state mosse al film e ognuno vuole dire qualcosa al riguardo, ma spesso partendo da premesse che non condivido. Noi abbiamo scelto di fare un'esegesi filmata di Marinella, che è la canzone più famosa di Fabrizio ma di cui pochissimi conoscono l'origine, la motivazione che l'ha spinto a scriverla. Una prostituta sgozzata in una roggia è diventata quella canzone lì. Nessuno mai si aspetta che sia una prostituta e io stesso l'ho ascoltata per quarant'anni senza saperlo. Lì siamo di fronte a una trasfigurazione, che segna un passaggio poetico: dalla narrativa semplice, dalla prosa, alla poesia. Peraltro Marinella era una delle canzoni meno amate da Fabrizio, specie dal punto di vista letterario.

Nel film lo vediamo scuotere la testa per le proprie rime: Marinella, stella, bella …
Esatto. Con delle rime tanto semplici “le ha migliorato la morte”, come diceva lui. Poi mostriamo la parte dove scrive preghiera in gennaio per Tenco, e anche quello è un momento di scrittura. Certo non c'è il momento in cui si arriva alla sintesi delle parole, ma quella è una cosa molto complessa da raccontare e non so se davvero ci saremmo riusciti. Soprattutto non entrava nel racconto che avevamo in testa. 
Per quanto riguarda la questione dell'anarchia, mi appoggio semplicemente a quello che diceva Fabrizio: l'anarchia è un modo di essere. Non volevo metterlo lì a fare comizi sull'anarchia e su Max Stirner. Se non ti basta che uno, dopo essere stato rapito e tenuto sotto sequestro per quattro mesi, perdoni i carcerieri … non so cosa ci sia di più anarchico di questo. Come anche quando suggerisce che Cristo era un rivoluzionario, un anarchico. È ovvio che prendiamo spunto da alcune cose che lui ha detto, ma io sono legato soprattutto all'idea che l'anarchia sia un modo di essere e credo che vedere le vicende personali di un individuo possa restituirci anche quell'aspetto. È attraverso il vissuto con le persone che un uomo è aiutato o complicato nel tentativo di realizzarsi. Delle due donne che raccontiamo [Enrica ''Puny'' Rignon e Dori Ghezzi, interpretate da Elena Radonicich e da Valentina Bellè, n.d.a.], la prima non lo capisce perché lo vorrebbe rinchiudere in una gabbia, mentre Fabrizio aveva bisogno di essere libero, e libero di tornare quando voleva lui. Il che riporta all'elemento fondativo della relazione con Dori: lei non ha mai tentato di fermarlo e lui, da buon acquario [il segno zodiacale di De Andrè, n.d.a.], se non cerchi di fermarlo torna. Questo è quello che credo sia successo e anche quello che abbiamo cercato di raccontare. Nel mezzo ci sono un sacco di vicende che suggeriscono momenti anche professionali, e c'è la musica di De André con la sua vera voce, che suggerisce un momento storico suo, anche se non sempre in modo cronologico.

[continua con la seconda parte]

 

APPUNTAMENTO A BERLINO
22 aprile, CinemAperitivo
media partner RBL Berlin

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