Radio Banda Larga
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Before we Bounce

di Stefania Vulpi
Before we Bounce - Radio Banda Larga

Radio Banda Larga e Bounce FM (serata black per eccellenza del panorama notturno torinese) si sono sempre piaciuti, si sà.
Sarà perché hanno un comune denominatore nella figura di Lorenzo Ricca aka Spacerenzo, fondatore di entrambe le realtà; sarà per l'amore condiviso per la bella musica e l'aggregazione, RBL e Bounce FM si vogliono bene e si sostengono ormai da un bel po'.
Abbiamo deciso di omaggiare questa sincronia con una serie di articoli curati da entrambe le realtà, che usciranno sul nostro sito in prossimità delle serate della stagione 2018-19 di Bounce.
I ragazzi di Bounce FM Lorenzo, Matteo Martino e Andrea "Nader" aprono le danze raccontandoci le origini di questa festa in vista della prima data della stagione, il 15 Settembre al Bunker.

First things first: Chi sono le menti dietro Bounce FM?

Lorenzo: Bounce FM è nato da un'idea mia e di Matteo come un "contenitore di esperienze mistiche e trascendenti" (ci piaceva chiamarlo così a un certo punto) che negli anni ha coinvolto varie persone. Matte, Nadi ed io siamo amici dai tempi del liceo, ho condiviso con loro le esperienze e gli ascolti che mi hanno formato.

Matteo: Lore e Nadi li conosco da una vita: Nadi dall'asilo, Lore dal liceo.

Andrea: Sì le menti originali sono loro due, e io il terzo incomodo, ma col passare degli anni il mio ruolo all'interno del progetto è cresciuto progressivamente.

Come e quando nasce Bounce FM?

M: Io e Lore mettiamo i dischi assieme da quando abbiamo 16 anni col moniker Double Decker. All'epoca in cui nacque Bounce avevamo 21 anni circa e dopo un lungo viaggio partito dalla minimal, Richie Hawtin in testa, e passato attraverso una certa techno belinese eravamo arrivati a scoprire Black Mahogany di Moodymann e i djset di Theo Parrish, grazie allo zampino di Nadi. Fu un momento fondamentale nel nostro percorso di crescita musicale. Questi signori ci sembravano veri, autentici. In quel periodo Passenger realizzò un mixtape utilizzando soltanto dischi della People Potential Unlimited, un'etichetta discografica americana che rimase per lunghi anni nel mio cuore. Mi dissi: "anch'io voglio fare un mixato così, con dei dischi bellissimi, stranissimi come questi qui!".

L: Ascoltavamo molta disco e boogie e nel panorama cittadino non esisteva un party con quei suoni. Quando nell'estate del 2011 il gestore dell'Imbarchino mi chiese se mi andava di mettere i dischi una sera, pensai subito di coinvolgere Matteo. Scegliemmo un nome e ci lanciammo nella "sala remi" dell'Imbarchino, una stanza sul Po un tempo utilizzata come deposito per le barche, con l'intonaco che perdeva i pezzi e un impianto Montarbo che profumava di festa illegale. La prima serata fu un successo e ci chiesero di farne un'altra il mese successivo.

A: Quell'estate, in mezzo agli alpini, nacque il primo party firmato Bounce FM. Lorenzo e Matteo muovevano i primi passi nel clubbing, mentre io cercavo un ambiente familiare per poter esprimere qualcosa che fino a quel momento era rimasto dietro le mura domestiche.

Un inizio col botto insomma

L: Sì, le prime due stagioni all'Imbarchino furono davvero magiche. Il gruppo si allargò rapidamente e si creò un pubblico di affezionati. Si avvicinarono al progetto sia nostri coetanei che i più navigati Ksoul, Muteoscillator, Passenger e Xluve. In particolare con Stefano "Ksoul" nacque un legame molto importante: dopo averlo ospitato a un party diventammo amici.

M: Ksoul divenne un po' il mio - il nostro - maestro. Fu abbastanza naturale chiedere a Ksoul di diventare dei nostri. Lui diede subito alla serata un'indirizzo molto preciso: se abbiamo fatto un certo tipo di percorso lo dobbiamo principalmente a lui. Serate bellissime, molto intime, con al centro la musica e questi maestri che venivano a suonare, bravissimi e con tanta esperienza.

Come è cresciuta la festa in questi anni? Cosa è cambiato dagli inizi?

M: Nel 2013 ci siamo spostati al Bunker e le cose sono diventate un po' più serie. La serata è cresciuta soprattutto grazie alla direzione artistica di Ksoul: grazie a lui abbiamo portato in città dj del calibro di Sadar Bahar, Volcov, Specter, Antal, Alex Attias...Bounce è diventata così una vera e propria "dichiarazione di intenti" rispetto ad un certo modo di vivere e di fruire della musica.

L: Ogni serata era per me una lezione di djing. Stavo in pista dall'inizio alla fine e nei giorni successivi ascoltavo più volte le registrazioni. Il primo party al Bunker con Volcov rappresentò l'inizio di un nuovo periodo: non eravamo più in una saletta con pochi intimi ma in un capannone con centinaia di persone e un impianto possente.

A: A mio parere sono cambiati principalmente i numeri, ma anche un po' la proposta musicale viste le necessità di uno spazio come il Bunker. All'Imbarchino spaziavamo maggiormente tra i generi black, ora viriamo maggiormente verso la house music.

Parliamo della direzione artistica: come scegliete un'ospite di Bounce?

L: Negli ultimi anni la direzione artistica è stata curata da Ksoul, ho avuto modo di seguire da vicino il suo lavoro notando quanta importanza abbia rivestito il fatto di coltivare dei legami solidi con i dj che abbiamo ospitato. Per noi l'ospite non è mai stata una figura da cui comprare visibilità, ma una persona da incontrare e rincontrare all'interno di un percorso. Bounce FM è la nostra festa ed esiste perchè abbiamo voglia di condividere un rito, la danza, con un gruppo allargato di amici. All'inizio dell'estate Ksoul ha deciso di separarsi per dedicarsi a un nuovo appuntamento danzante legato al suo negozio Militant Soul. È stato difficile ma sento che può rappresentare un'occasione di crescita: io e Andrea stiamo pianificando la prima stagione di Bounce FM senza la sua guida, facendo tesoro dell'esperienza maturata in questi anni al suo fianco e al tempo stesso tirando fuori idee nuove o lasciate nel cassetto.

Bounce è ormai un caposaldo della scena torinese, ma come si relaziona con il resto d'Italia? Porta Torino nel mondo o il mondo a Torino?

L: Abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per Chicago. Sadar Bahar e Specter sono due dj che abbiamo avuto il piacere di ospitare a Torino e da anni siamo in contatto con Jeff White e Sandor Davis: con loro abbiamo organizzato dei dj set in connessione streaming Chicago-Torino.

A: Obiettivo mio è portare il mondo a Torino. Quest'anno infatti investiremo per creare una buona connessione tra realtà italiane.

L: Sì, in Italia un punto di riferimento è Verona: Volcov, Twice e le loro etichette sono stati molto influenti per me, per non parlare delle feste al Roots. Nel 2015 abbiamo portato qui vari dj e producer della allora emergente scena napoletana: Pellegrino della Early Sound Recordings, Whodamanny, Filippo Zenna. Il prossimo mese ospiteremo per la prima volta in città Samuele Pagliai, dj resident del Lattex di Firenze, una realtà che sono curioso di conoscere. I tempi potrebbero anche essere maturi per affacciarci verso l'esterno: l'anno scorso abbiamo iniziato a lavorare a delle edit nel retro di Militant Soul e ora abbiamo un po' di materiale che vorremmo stampare su vinile.

Le feste di Bounce hanno uno spirito caldo e vitale e ho sempre visto una bellissima sintonia tra le persone nel pubblico - una cosa che non sempre si vede in giro. Vi ricordate un momento particolarmente epico a una delle vostre feste?

M: Volcov e Ksoul insieme all'Imbarchino nel lontano 2012! Mi ha emozionato ascoltare due persone che hanno dedicato la propria vita alla musica e che condividono con tutta quella passione un momento di espressione musicale in uno spazio così intimo e confortevole. Su YouTube c'è un video di quella festa.

L: Mi ricordo molto bene un momento epico durante il b2b tra Ksoul e Muteoscillator all'Imbarchino. C'è una foto di quella sera che parla da sé.

Before we Bounce - Radio Banda Larga

Ma com'è che il nome Bounce FM mi suona familiare?

A: Perchè avrai sicuramente giocato a GTA San Andreas!

Vero!

L: Avevo appena finito il secondo anno del liceo quando uscì GTA: lo comprai e fu il mio unico amico per un paio di settimane. La colonna sonora del gioco era un vero capolavoro: un sacco di stazioni radiofoniche immaginarie curate nei minimi dettagli. Tra queste c'era Bounce FM. Il conduttore era George Clinton dei Parliament e su quel canale passavano Zapp, Ohio Players, Fatback Band, MFSB, Roy Ayers: per me fu il primo contatto con la black music.

M: Lore è l'unica persona che conosco ad averlo finito "al cento per cento": tutto quello che si poteva fare l'aveva fatto. Tutte le missioni e le sotto-missioni portate a termine, tutti i "segreti" svelati! Ricordo la sua malinconia nel raccontarmi come, dopo aver finito il gioco, l'unico divertimento rimastogli era quello di far girovagare in macchina il protagonista attraverso la città e le colline, senza meta. Naturalmente ascoltando il funk di Bounce FM!

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