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250K chiavi in mano. Il Comune di Torino passa la palla.

di Redazione
250K chiavi in mano. Il Comune di Torino passa la palla. - Radio Banda Larga

Torino, 2 marzo 2019. Dopo un complesso dialogo durato più di due anni si è finalmente giunti ad un accordo con la Città di Torino e ieri mattina a mezzogiorno l’ATS composta da Banda Larga, Amici dell’Imbarchino e AEGEE Torino ha firmato il contratto di concessione dell’Imbarchino del Valentino, immobile di proprietà comunale chiuso dal 2016 e colpito nel frattempo da due eventi alluvionali che ne hanno compromesso l’agibilità. Nelle prossime settimane inizieranno i lavori di recupero dei locali. “Il nostro obiettivo è aprire entro l’estate attivando i servizi di bar e aula studio, allestire le terrazze che degradano sul fiume, organizzare un palinsesto radio quotidiano, una rassegna di cinema all’aperto e un calendario di spettacoli a cui assistere nel prato. Il prossimo inverno ristruttureremo anche quella che noi chiamiamo Sala Remi, un basso fabbricato che si affaccia sul fiume e diventerà spazio per spettacoli e hub per associazioni” dice Lorenzo Ricca, presidente dell’ATS, che però non nasconde la sua preoccupazione: “l’intervento di recupero potrebbe nascondere più insidie di quelle che prevediamo ad oggi, togliere il limo che ricopre 200mq di terreno sarà come aprire il vaso di Pandora. Il costo dell’operazione oscilla intorno ai 250 mila euro e ad oggi dalla pubblica amministrazione non è arrivato alcun contributo economico”. Nel settembre scorso gli assessori Antonella Parigi e Marco Giusta dichiaravano alla Stampa che grazie ad un accordo tra Comune e Regione sarebbero stati stanziati 500 mila euro per co-finanziare i lavori di recupero di 6 locali tra cui Imbarchino, Cap10100 e El Barrio, ma ad oggi nessuno di questi ha ricevuto aiuto.

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Lorenzo e Umberto, i presidenti delle associazioni concessionarie, si confrontano sulla terrazza dell'Imbarchino

In primavera le associazioni lanceranno una campagna di crowdfunding nella speranza di raccogliere la somma necessaria a completare l’investimento per aprire al pubblico. Per fortuna altri enti stanno investendo risorse nel progetto: il Politecnico di Torino finanzierà un workshop per la costruzione di arredi mentre Fondazione Unipolis e Compagnia di San Paolo sosterranno i progetti culturali promossi dall’Associazione Banda Larga insieme a un network che include Bike Pride, Cinemambiente, Chamoisic, Conservatorio, Laboratorio Zanzara, Isola di Arran, Mirabilia e PAV Parco Arte Vivente. Il presidente di Banda Larga Umberto Ascheri sostiene che “il lavoro di progettazione ha dato buoni frutti e ci sono le premesse per rendere l’Imbarchino un luogo bello e culturalmente attivo, avere le chiavi in mano ci darà l’iniezione di energia di cui abbiamo bisogno per superare gli ultimi ostacoli”.

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